Tra letteratura e scienza: il genio di Faraday

Tra letteratura e scienza: il genio di Faraday

Michael Faraday nacque nel 1791 in una famiglia di umili origini che non poteva permettersi di pagare per la sua istruzione. Pochi avrebbero immaginato che quel ragazzo sarebbe diventato un brillante scienziato. Faraday imparò a leggere e scrivere alle scuole domenicali e divenne apprendista rilegatore durante l’adolescenza. Amava leggere e passava quindi molto tempo sui libri che era stato incaricato di rilegare, sviluppando un forte interesse per la chimica, l’elettricità e il magnetismo.

Il suo interesse per la scienza lo portò a partecipare a una serie di quattro conferenze dal chimico Humphry Davy, dove prese copiosi appunti nella speranza di trovare un’occupazione presso la Royal Institution. Alla fine, la perseveranza lo premiò e riuscì a ottenere il lavoro di assistente di laboratorio del professor Davy. Faraday lavorò al servizio di Davy per molti anni, durante i quali la coppia viaggiò parecchio in Europa.

Mentre era con Davy, Faraday fece diverse scoperte nel campo della chimica, tra cui l’identificazione della molecola ad anello del benzene e la composizione di due nuovi composti chimici: l’esacloroetano, che ora è impiegato per produrre le granate fumogene militari, e il tetracloroetilene, ovvero la trielina che è usata ancora oggi per lavare i vestiti a secco. Ma le scoperte più importanti di Faraday non furono nel campo della chimica, quanto in quello della fisica. Nel 1820, Hans Christian Oersted scoprì che una corrente elettrica può produrre un campo magnetico. Faraday era convinto che doveva essere vero anche il contrario, e cominciò quindi a lavorare sull’induzione elettromagnetica.

Dalle prime scoperte alla grande idea

La sua prima scoperta arrivò poco dopo, quando dimostrò che avvolgendo due bobine isolate di filo intorno a un anello di ferro era possibile trasferire corrente da una bobina all’altra, attraverso un processo chiamato mutua induttanza. Per approfondire questa ricerca, Faraday proseguì indagando sulle proprietà elettromagnetiche dei materiali. Questo lo condusse al suo più grande successo nel 1831, con la scoperta dell’induzione elettromagnetica. Il lavoro di Faraday all’elettromagnetismo suscitò l’interesse di altri scienziati e matematici, tra i quali ci fu William Thomson, che gli scrisse per suggerirgli che era matematicamente impossibile che i magneti potessero modificare il piano ella luce polarizzata.

Faraday era interessato questa idea già da tempo, e aveva condotto esperimenti per dimostrare come la luce e i campi magnetici interagissero l’uno con l’altro. Questo fu uno dei primi passaggi che portarono alla comprensione del fatto che la luce visibile è in realtà una radiazione elettromagnetica. Più avanti negli anni, la salute di Faraday peggiorò, ma continuò a tenere lezioni presso la Royal Institution. I suoi contributi scientifici furono riconosciuti dalla famiglia reale e nel 1858 la regina Vittoria gli concesse una casa a Hampton Court, nella quale morì nel 1867.

La grande idea

Faraday è stato uno scienziato molto prolifico, ma è conosciuto principalmente per le sue ricerche sull’induzione elettromagnetica. La legge di Faraday afferma che un cambiamento nel campo magnetico vicino a una bobina di filo conduttore indurrà una differenza di potenziale nella bobina stessa. Faraday ha sviluppato un disco di rame che, messo in rotazione accanto a un campo magnetico generato da un magnete a barra, sviluppa una differenza di potenziale tra il centro e il bordo del disco, creando così un flusso di corrente continua costante. Il disco di Faraday ha fornito le basi per lo sviluppo di trasformatori, motori elettrici e generatori.